Giorgia Meloni, presidente del Consiglio italiano, ha duramente criticato l’uso della questione di Gaza come pretesto per attaccare il governo, definendo tale strumentalizzazione “ignobile” e condannando lo sciopero generale indetto per la causa palestinese, che secondo lei non porta benefici concreti ma solo disagi.
La posizione di Meloni sulla Flotilla per Gaza
Nel contesto dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York, Meloni ha espresso una netta contrarietà verso la Global Sumud Flotilla, missione umanitaria diretta a Gaza bloccata dalle forze israeliane. La premier ha definito l’iniziativa una “missione gratuita, pericolosa e irresponsabile” che non tiene sufficientemente conto delle conseguenze pratiche e dei rischi per gli attivisti coinvolti.
Ha inoltre sottolineato che l’Italia è una delle nazioni più attive nel fornire aiuti umanitari e corridoi umanitari per Gaza, evidenziando il ruolo positivo e concreto del governo italiano a sostegno del popolo palestinese, a differenza di gesti che considera più simbolici e potenzialmente dannosi.
Critiche allo sciopero generale e alla strumentalizzazione politica
Meloni ha commentato lo sciopero generale indetto dai sindacati per il 3 ottobre come un’iniziativa che non giova né alla causa palestinese né al popolo italiano, poiché comporta disagi senza apportare vantaggi reali. Ha specificato che “lo sciopero è un diritto, diverso da soprusi e violenze”, ribadendo la distinzione fra diritto legittimo e atti che possono degenerare in violenza o turbative.
La premier ha inoltre espresso delusione nei confronti dei sindacati, ritenendo incoerente l’indizione dello sciopero proprio in un momento in cui si celebra un “weekend lungo” e ha invitato a evitare che la protesta degeneri in gesti sconsiderati che potrebbero essere strumentalizzati politicamente.
Reazioni internazionali e critiche dai media arabi
Le dichiarazioni di Meloni hanno suscitato reazioni contrastanti, in particolare da parte di alcuni media arabi che l’hanno definita “fascista” e accusata di una posizione fortemente pro-Israele. Il canale al Araby, con sede a Londra, ha evidenziato come la premier italiana si distingua dai leader europei per la sua cautela nel criticare Israele, posizionandosi in modo meno allineato con l’opinione pubblica italiana, molto solidale con i palestinesi.
Queste critiche riflettono un clima internazionale complesso, dove la politica italiana e la gestione delle crisi mediorientali si intrecciano con dinamiche interne ed esterne di grande tensione.
Conclusioni e prospettive
In sintesi, Giorgia Meloni considera la questione di Gaza uno strumento usato impropriamente per attaccare il governo italiano, sottolineando il suo impegno concreto per la causa umanitaria. Invita a distinguere tra diritto allo sciopero e atti violenti o strumentalizzazioni politiche, auspicando un confronto più costruttivo e responsabile sul tema.

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