Il caso Garlasco, uno dei più discussi e controversi della cronaca giudiziaria italiana, torna al centro dell’attenzione con clamorose novità. All’alba di settembre 2025, le forze dell’ordine hanno eseguito una serie di perquisizioni nelle abitazioni di familiari di Andrea Sempio e di ex investigatori e inquirenti coinvolti nelle indagini sul delitto di Chiara Poggi.
Tra le abitazioni perquisite spicca quella di Mario Venditti, ex procuratore di Pavia, che nel 2017 aveva archiviato l’indagine su Sempio. L’ex magistrato è ora indagato per il reato di corruzione in atti giudiziari, un’accusa che potrebbe rivoluzionare le dinamiche processuali legate al caso.
Le nuove indagini e il ruolo di Mario Venditti
Secondo le indagini, nel febbraio 2017, pochi giorni prima della notifica dell’indagine a carico di Andrea Sempio, sarebbe stato rinvenuto a casa dei genitori di Sempio un biglietto con cifre e annotazioni che facevano riferimento a Venditti. Questo appunto conteneva indicazioni come “20/30”, il simbolo dell’euro, il nome “Venditti” e la frase “gip archivia”. Tale documento rappresenterebbe un elemento chiave per gli inquirenti, suggerendo la possibile esistenza di un accordo illecito volto a favorire l’archiviazione del procedimento contro Sempio.
Le successive analisi patrimoniali hanno acceso ulteriori sospetti su un trasferimento di denaro consistente in circa 40 mila euro inviati dalle zie paterne di Andrea alla famiglia Sempio. L’ipotesi investigativa prevede che parte di questa somma sia stata girata, direttamente o indirettamente, a Mario Venditti, configurando così il reato di corruzione.
Le audizioni e il coinvolgimento della famiglia Sempio
I genitori di Andrea Sempio sono stati sentiti come testimoni per sette ore, durante le quali sono emersi particolari importanti, anche grazie a intercettazioni che hanno fatto luce su conversazioni riguardanti assegni e somme in contanti collegati a Venditti. Questi elementi hanno alimentato il sospetto che dietro l’archiviazione dell’indagine ci siano stati favori e accordi illeciti.
Implicazioni per il caso Garlasco
Le novità investigative aprono scenari fino a oggi impensati sul delitto di Garlasco. L’ipotesi di corruzione a carico di un ex procuratore che aveva archiviato l’indagine su Sempio mette in discussione la regolarità di tutto il procedimento giudiziario. Gli inquirenti valutano ora la possibilità di una riapertura delle indagini sul ruolo di Andrea Sempio, esaminando con attenzione tutte le intercettazioni, le prove bancarie e la gestione del fascicolo.
Inoltre, si ipotizza che possano emergere responsabilità penali a carico di magistrati e investigatori, accusati di aver omesso atti importanti o di aver alterato prove. La complessità del caso potrebbe portare anche alla scoperta di nuovi imputati o complici finora sconosciuti.
Contesto e reazioni
Il caso Garlasco è noto per le sue numerose svolte e per la forte attenzione mediatica e pubblica che ha suscitato negli anni. La recente ondata di perquisizioni e le nuove accuse di corruzione hanno riacceso il dibattito sull’efficacia e la trasparenza della giustizia italiana, soprattutto in casi di rilievo nazionale.
In televisione e nei media, figure come l’avvocato Massimo Lovati hanno espresso critiche e preoccupazioni sul modo in cui si sta evolvendo la vicenda, sottolineando la delicatezza delle accuse e la necessità di un’indagine rigorosa e trasparente.
Conclusioni
Il caso Garlasco vive una fase cruciale. Le indagini sull’ex procuratore di Pavia Mario Venditti per corruzione in atti giudiziari, insieme alle nuove prove raccolte, potrebbero cambiare radicalmente il corso della giustizia. L’attenzione rimane alta, in attesa degli sviluppi futuri e di eventuali decisioni giudiziarie che potrebbero riaprire definitivamente una delle pagine più controverse della cronaca giudiziaria italiana.
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