Attacco su Kiev: 2 morti e 10 feriti, tra le vittime una bambina di 12 anni. Cresce la tensione in Europa

Introduzione

Kiev è stata nuovamente colpita da un attacco militare che ha provocato la morte di almeno due persone e il ferimento di altre dieci, tra cui una bambina di soli 12 anni. L’episodio, avvenuto nella notte tra il 27 e il 28 settembre 2025, si inserisce in un contesto di crescente tensione e allerta in tutta l’Europa orientale, con la Polonia che ha chiuso parte del proprio spazio aereo in risposta ai recenti sconfinamenti di droni e missili russi.

Secondo fonti ufficiali ucraine, il bilancio delle vittime potrebbe essere destinato a salire, mentre le autorità sono impegnate nelle operazioni di soccorso e nella messa in sicurezza delle aree colpite. La città, già duramente provata da mesi di conflitto, si trova ancora una volta a dover affrontare le conseguenze di attacchi che colpiscono indiscriminatamente anche i civili.

Dettagli dell’attacco: cronaca e testimonianze

L’attacco su Kiev è avvenuto nelle prime ore del mattino, quando numerosi droni e missili hanno colpito diversi quartieri residenziali della capitale ucraina, tra cui il distretto di Solomiansky, dove ha perso la vita una bambina di 12 anni.[1][2][3][4]

Il capo dell’amministrazione militare della città, Timur Tkachenko, ha confermato attraverso i canali ufficiali che “al momento a Kiev sono stati confermati 10 feriti e almeno 2 morti. Probabilmente i dati non sono definitivi”.[1][3][4] Le operazioni di soccorso si sono protratte per diverse ore, con i vigili del fuoco impegnati a estrarre i feriti dalle macerie degli edifici colpiti.

Le vittime e i feriti

  • 2 persone decedute, tra cui una bambina di 12 anni
  • 10 feriti, alcuni in condizioni gravi
  • Decine di residenti evacuati per motivi di sicurezza

Le autorità locali hanno sottolineato che il numero delle vittime potrebbe aumentare con il progredire delle operazioni di soccorso e la rimozione delle macerie.

“Ancora una volta, centinaia di droni e missili hanno distrutto palazzi residenziali causando vittime civili” – Andriy Sybiga, Ministro degli Esteri ucraino[1]

Contesto internazionale e reazioni

L’attacco odierno si inserisce in una più ampia escalation del conflitto tra Russia e Ucraina. Nella notte, la Russia ha lanciato centinaia di droni e missili non solo su Kiev ma anche su altre città ucraine come Zaporizhzhia, dove sono stati segnalati almeno 16 feriti, inclusi tre bambini.[1]

La gravità della situazione ha spinto la Polonia a chiudere lo spazio aereo sopra due delle sue città sudorientali, mentre l’aeronautica militare polacca ha fatto decollare i propri jet in stato di massima allerta. Questo episodio sottolinea il rischio di un possibile allargamento del conflitto a livello europeo e alimenta le preoccupazioni circa la sicurezza nei paesi confinanti.

Le reazioni politiche

  • Il sindaco di Kiev, Vitali Klitschko, ha espresso cordoglio per le vittime e ha chiesto un rafforzamento delle difese antiaeree della città.
  • Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha lanciato un nuovo appello alla comunità internazionale per ottenere maggiori aiuti militari e umanitari.
  • In Europa cresce la preoccupazione per la possibilità di sconfinamenti e attacchi anche su territorio UE.

La comunità internazionale, attraverso vari canali diplomatici, ha condannato l’ennesimo attacco contro i civili, sottolineando la necessità di trovare una soluzione diplomatica al conflitto.

Approfondimento: Impatti umanitari e sicurezza dei civili

Gli attacchi aerei su Kiev stanno avendo conseguenze devastanti sulla popolazione civile. Oltre alle vittime e ai feriti, molte famiglie sono costrette ad abbandonare le proprie case, mentre le infrastrutture cittadine subiscono danni ingenti.

Emergenza sanitaria e risposta delle autorità

  • I principali ospedali della capitale sono in stato di emergenza per far fronte all’afflusso di feriti.
  • Le squadre di soccorso lavorano senza sosta per garantire assistenza medica e supporto psicologico ai sopravvissuti.
  • Le autorità locali hanno predisposto centri di accoglienza temporanea per gli sfollati.

Le organizzazioni umanitarie denunciano la difficoltà di operare in sicurezza e chiedono corridoi umanitari protetti per portare aiuti alle zone più colpite.

La vita quotidiana sotto attacco

La popolazione di Kiev, nonostante la paura e l’incertezza, cerca di mantenere una parvenza di normalità. Tuttavia, la minaccia costante di nuovi attacchi, la perdita di vite innocenti e la distruzione delle abitazioni mettono a dura prova la resilienza dei cittadini.

Conclusione

L’attacco del 28 settembre 2025 su Kiev rappresenta l’ennesimo tragico capitolo di una guerra che continua a causare morte e sofferenza tra la popolazione civile. La morte di una bambina di 12 anni è il simbolo di un conflitto che, oltre agli obiettivi militari, colpisce duramente anche i più innocenti.

Le autorità ucraine e la comunità internazionale sono chiamate a reagire con decisione per proteggere i civili e avviare un percorso verso la pace. Nel frattempo, la città di Kiev piange le sue vittime e si prepara ad affrontare nuove sfide in un clima di crescente insicurezza.

Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *